L’era dei centenari è arrivata, ma noi non siamo ancora pronti

Kategorie: Anti-Invecchiamento

Quali adeguamenti sono necessari per rendere significativa una vita di 100 anni in ogni sua fase.

Entro la metà di questo secolo sarà normale che le persone vivano fino a 100 anni. Si tratta della continuazione di una tendenza notevole che nel secolo scorso ha portato al raddoppio dell’aspettativa di vita umana, più rapidamente che mai nella storia dell’evoluzione umana. Nel mondo occidentale, la metà dei bambini di cinque anni di oggi può aspettarsi di vivere fino a 100 anni, e entro il 2050 questo potrebbe diventare la norma per i neonati.

Tuttavia, le nostre istituzioni sociali, le nostre norme e le nostre politiche sono state sviluppate in un’epoca in cui la vita era lunga solo la metà, e quindi devono essere aggiornate. Lo Stanford Center on Longevity ha lanciato un’iniziativa che parte dal presupposto che questo profondo cambiamento nell’esperienza umana richieda anche adeguamenti significativi e creativi per rendere significative queste vite centenarie in ogni loro fase. Le sfide della longevità possono essere superate se agiamo ora e ci lasciamo guidare da questi principi.

Sfruttare al meglio l’opportunità dei 100 anni

La nuova mappa della vita ci invita a non sottolineare esclusivamente gli aspetti negativi dell’invecchiamento, come i problemi di salute, le limitazioni della mobilità o l’insicurezza finanziaria, ma a considerare il contributo degli anziani alla società per tracciare un bilancio reale dei costi e dei benefici della nostra attuale struttura demografica.

Investire nei futuri centenari porta grandi benefici

Possiamo investire nei centenari di domani ottimizzando ogni fase della vita, in modo che i benefici si accumulino nel corso dei decenni e abbiamo più tempo per riprenderci dagli svantaggi e dalle battute d’arresto. Gli anni cruciali tra la nascita e la scuola materna sono il momento migliore per i bambini per acquisire molte delle capacità cognitive, emotive e sociali necessarie per una vita sana, felice e attiva.

Adeguare la durata della salute alla durata della vita

Un principio fondamentale della Nuova mappa della vita è che una vita lunga e sana richiede investimenti nella salute pubblica in ogni fase della vita e che la durata della salute dovrebbe essere il parametro di riferimento per decidere come, quando e dove investire. Per eliminare le disuguaglianze sanitarie, è necessario investire non solo in un migliore accesso all’assistenza sanitaria, ma anche nella salute delle comunità, in particolare quelle colpite da povertà, discriminazione e degrado ambientale.

Lasciamoci sorprendere dal futuro dell’invecchiamento

I bambini di 5 anni di oggi beneficeranno di una straordinaria gamma di progressi medici e nuove tecnologie che li porteranno a vivere l’invecchiamento in modo molto diverso rispetto agli anziani di oggi. Sebbene il processo di invecchiamento non possa essere fermato, il settore emergente delle geroscienze ha il potenziale per cambiare il modo in cui invecchiamo, cercando di identificare e “riprogrammare” i meccanismi genetici, molecolari e cellulari che rendono l’età il fattore di rischio dominante per alcune malattie e condizioni degenerative.

I cambiamenti nella vita sono un vantaggio, non uno svantaggio

Mentre il percorso di vita tradizionale è una strada a senso unico con tappe prestabilite, la nuova mappa della vita offre diversi percorsi che collegano i ruoli, le opportunità e gli impegni di una vita centenaria, e ci si aspetta che le persone continuino a reimpostare il loro GPS. La mappa offre maggiori opportunità di apprendimento informale e permanente, nonché di partnership intergenerazionali che migliorano il flusso di conoscenze, sostegno e assistenza in tutte le direzioni.

Apprendimento permanente

Invece di limitare l’istruzione formale ai primi due decenni di vita, la nuova mappa della vita offre nuove opportunità di apprendimento al di fuori dei confini dell’istruzione formale, consentendo alle persone di tutte le età di acquisire le conoscenze di cui hanno bisogno in ogni fase della loro vita e di imparare in modo in un modo che soddisfi le loro esigenze, i loro interessi, le loro capacità, i loro programmi e i loro budget.

Lavorare più a lungo e in modo più flessibile

Nel corso di una vita di 100 anni, probabilmente lavoreremo per 60 anni o più. Ma non lavoreremo più come oggi, dove comprimiamo settimane lavorative di 40 ore in una vita che va dalla mattina alla sera, piena di impegni come la genitorialità, la famiglia, l’assistenza, la scuola e altri obblighi. I lavoratori vogliono flessibilità, sia che si tratti di lavorare temporaneamente da casa, sia che si tratti di orari di lavoro flessibili, comprese pause retribuite e non retribuite per l’assistenza, le esigenze sanitarie, l’apprendimento permanente e altre transizioni che ci si può aspettare nel corso della vita.

Sicurezza finanziaria fin dall’inizio

Per finanziare una vita di 100 anni sono necessarie nuove forme di lavoro, risparmio e pensione. Richiede anche una nuova politica che risponda alle realtà economiche odierne: la vita lavorativa è diventata più precaria, le strutture familiari sono più diversificate rispetto alle generazioni precedenti e molte persone hanno una previdenza pensionistica scarsa o nulla. La nuova mappa della vita mira a offrire maggiori opportunità e punti di riferimento per costruire la sicurezza finanziaria, collocando le azioni dei singoli in un contesto sociale ed economico più ampio.

Costruire comunità sostenibili

L’influenza dell’ambiente fisico inizia già prima della nascita. I vantaggi e gli svantaggi si accumulano nel corso della vita e determinano la probabilità che una persona sia fisicamente attiva, che sia isolata o socialmente impegnata e che soffra di obesità, malattie respiratorie, cardiovascolari o neurodegenerative. È necessario iniziare subito a progettare e costruire quartieri che siano attrezzati per una vita lunga e valutare i potenziali investimenti nelle infrastrutture dal punto di vista della longevità.

La diversità dell’età è un vantaggio per la società

Il dinamismo, l’energia e la gioia di scoprire dei più giovani, uniti all’intelligenza emotiva e alla saggezza dei più anziani, creano opportunità per le famiglie, le comunità e i luoghi di lavoro che prima non esistevano. Invece di preoccuparsi dei costi di una società “che invecchia”, è necessario misurare e cogliere i notevoli vantaggi di una società veramente multigenerazionale.

La strada verso il futuro

Affrontare le sfide legate alla longevità non è una responsabilità esclusiva dei governi, dei datori di lavoro, degli operatori sanitari o delle compagnie di assicurazione; è un compito che riguarda tutti e richiede le migliori idee dal settore privato, dal governo, dalla medicina, dalla scienza e dalla filantropia. Non è sufficiente ripensare o riformulare la società per prepararla a una vita lunga; è necessario costruirla, e in fretta. Le politiche e gli investimenti che vengono fatti oggi determineranno come i giovani di oggi diventeranno gli anziani di domani e se sapremo sfruttare al meglio i 30 anni di vita in più che ci sono stati donati.

Vitalità attraverso il movimento

Come l’attività fisica regolare influenza e migliora la durata della vita

Il legame tra esercizio fisico e longevità è un concetto ben consolidato e scientificamente provato che sottolinea il profondo impatto dell’attività fisica sul prolungamento della durata della vita e sulla qualità della vita in generale. Numerosi studi e risultati di ricerca hanno ripetutamente dimostrato che l’esercizio fisico regolare è associato a una serie di cambiamenti fisiologici, cellulari e molecolari che contribuiscono ad aumentare l’aspettativa di vita. Di seguito vengono illustrati i meccanismi alla base di questa correlazione e il modo in cui l’attività fisica influisce sul processo di invecchiamento.

Allevia le malattie croniche

RL’attività fisica regolare svolge un ruolo cruciale nella prevenzione e nel trattamento di una serie di malattie croniche strettamente correlate alla mortalità prematura. Malattie come le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2, l’ipertensione e l’obesità contribuiscono in modo significativo alla riduzione dell’aspettativa di vita. L’attività fisica aiuta a regolare la pressione sanguigna, il colesterolo e i livelli di zucchero nel sangue, che sono fondamentali per mantenere la salute del cuore e l’equilibrio metabolico. Riducendo questi fattori di rischio, l’attività fisica riduce significativamente la probabilità di sviluppare queste malattie, aumentando così l’aspettativa di vita.

Miglioramento della salute cardiovascolare

Un sistema cardiovascolare forte è importante per la salute generale e la longevità. Le attività aerobiche come la corsa, il nuoto e il ciclismo aumentano la funzione cardiaca, migliorano la circolazione sanguigna e rafforzano i vasi sanguigni. Un regolare allenamento cardiovascolare contribuisce a ridurre la frequenza cardiaca a riposo, a migliorare la gittata cardiaca e ad aumentare l’apporto di ossigeno ai tessuti, favorendo la salute a lungo termine del cuore e allungando l’aspettativa di vita.

Promuovere la salute metabolica

L’attività fisica ha un profondo effetto sul metabolismo. Aumenta il consumo energetico dell’organismo e aiuta quindi a controllare il peso e a prevenire l’obesità, che è associata a un aumento del rischio di diverse malattie. L’attività fisica migliora anche la sensibilità all’insulina, aiutando a regolare i livelli di zucchero nel sangue e a ridurre il rischio di insulino-resistenza, uno stadio preliminare del diabete. Il mantenimento di un metabolismo sano è un fattore cruciale per una vita lunga.

Combattere l’infiammazione

L’infiammazione cronica è una caratteristica di molte malattie legate all’età, tra cui l’artrite, le malattie cardiovascolari e le malattie neurodegenerative. È stato dimostrato che l’esercizio fisico regolare modula la risposta infiammatoria dell’organismo, riducendo i livelli dei marcatori pro-infiammatori. Riducendo l’infiammazione cronica, l’esercizio fisico contribuisce a creare un ambiente meno favorevole allo sviluppo e alla progressione delle malattie infiammatorie, contribuendo così a una vita più lunga e più sana.

Mantenimento della massa muscolare e della densità ossea

L’invecchiamento è spesso accompagnato da una perdita di massa muscolare e densità ossea, che porta a fragilità e ad un aumento del rischio di cadute e fratture. L’allenamento di resistenza e l’allenamento della forza aiutano a contrastare questa perdita stimolando la crescita muscolare e rafforzando le ossa. Il mantenimento della massa muscolare e della densità ossea è fondamentale per preservare la mobilità, l’indipendenza e la vitalità generale nella terza età.

Miglioramento delle funzioni cognitive

Il fitness non fa bene solo al corpo, ma ha anche un impatto significativo sulla salute del cervello. È stato dimostrato che l’attività fisica regolare aumenta le funzioni cognitive, migliora la memoria e riduce il rischio di declino cognitivo e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Il rilascio di fattori neurotrofici durante l’attività fisica favorisce la crescita e il mantenimento delle cellule cerebrali, contribuendo così a una migliore salute mentale e longevità.

Riduzione dello stress e benessere mentale

L’attività fisica provoca il rilascio di endorfine, spesso definite “sostanze chimiche del benessere”. Queste endorfine favoriscono uno stato d’animo positivo, riducono lo stress e alleviano i sintomi dell’ansia e della depressione. Il benessere mentale è una componente essenziale della salute generale e gli effetti dell’attività fisica sulla salute mentale e sulla resilienza hanno un impatto diretto sulla capacità di vivere una vita più lunga e appagante.

Preservazione dei telomeri

I telomeri sono cappucci protettivi all’estremità dei cromosomi che si accorciano naturalmente con l’avanzare dell’età. I telomeri accorciati sono associati all’invecchiamento cellulare e a un aumento del rischio di malattie legate all’età. La ricerca suggerisce che l’attività fisica regolare può aiutare a mantenere la lunghezza dei telomeri, rallentare l’invecchiamento cellulare e promuovere la longevità.

In sintesi, il legame tra attività fisica e longevità è dovuto ai molteplici effetti che l’esercizio fisico ha su vari processi fisiologici, cellulari e molecolari dell’organismo. Riducendo le malattie croniche, migliorando la salute cardiovascolare, migliorando le funzioni metaboliche, combattendo l’infiammazione , mantenendo la massa muscolare e la densità ossea, promuovendo le funzioni cognitive, riducendo lo stress e preservando i telomeri, l’attività fisica crea le condizioni per una vita più lunga e più sana. Un programma di esercizio fisico regolare, adattato alle capacità e alle preferenze individuali, è un investimento efficace nel proprio benessere e la chiave per sfruttare il potenziale di una vita vitale e appagante fino alla terza età.

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