I geni da soli non sono determinanti per una vita più lunga; uno stile di vita sano e la prevenzione dei rischi giocano un ruolo fondamentale.
L’aspettativa di vita e la longevità sono argomenti affascinanti che riguardano diversi aspetti della vita umana. Una vita lunga non è determinata esclusivamente dalla predisposizione genetica. La scienza dimostra che uno stile di vita sano e l’eliminazione dei fattori di rischio possono influire positivamente sull’aspettativa di vita.
Il termine “longevità” è spesso usato come sinonimo di vita lunga. Va sottolineato che i progressi della medicina hanno contribuito in modo significativo al raggiungimento dell’età massima potenziale da parte di molte persone. Tuttavia, questo progresso da solo non è l’unico fattore che influenza l’aspettativa di vita. La ricerca dimostra che, oltre ai fattori genetici, anche lo stile di vita e i fattori ambientali giocano un ruolo decisivo. Alcuni di questi fattori possono essere influenzati, altri sono più o meno costanti.
Differenza tra longevità, durata della vita e aspettativa di vita
Esistono alcune sfumature tra i tre termini. La longevità si riferisce a un’aspettativa di vita più lunga rispetto alla maggior parte delle persone che conducono una vita sana. L’aspettativa di vita indica quanto tempo una persona può aspettarsi di vivere in base al suo anno di nascita e ad altri fattori demografici. Grazie a decenni di innovazioni mediche, l’aspettativa di vita media si è allungata.
L’aumento dell’aspettativa di vita apre la strada alla ricerca sulla longevità
Nel XX secolo, l’aspettativa di vita è aumentata in modo significativo grazie ai progressi della medicina e dell’assistenza sanitaria. Questo aumento è dovuto in particolare alla prevenzione della morte prematura durante l’infanzia. Da qualche tempo, tuttavia, si registra un aumento piuttosto modesto dell’aspettativa di vita generale, poiché le persone vivono più a lungo e aumentano le malattie croniche legate all’età.
La ricerca sulla longevità si concentra ora sul prolungamento della vita in età avanzata. La domanda centrale è: come si può aumentare l’aspettativa di vita e quale ruolo gioca la genetica in questo contesto?
Contrariamente all’ipotesi che siano i nostri geni a determinare la durata della nostra vita, la ricerca dimostra che nei gemelli solo il 20-30% delle differenze nell’aspettativa di vita è determinato da fattori ereditari. Il sequenziamento dell’intero genoma consente un’analisi più accurata delle varianti genetiche associate all’invecchiamento. Gli studi hanno dimostrato che i figli di genitori con un’aspettativa di vita elevata presentano determinate varianti genetiche associate alla salute cardiaca, all’IMC, ai livelli di colesterolo e trigliceridi, al diabete, alle malattie infiammatorie intestinali e all’Alzheimer.
Influenza dello stile di vita sull’aspettativa di vita
L’influenza dello stile di vita sull’aspettativa di vita è notevole. Fattori come il sonno, l’alimentazione, l’attività fisica, il digiuno intermittente, le reti sociali e il consumo di alcol e tabacco giocano un ruolo decisivo.
Sonno
Il sonno svolge un ruolo importante per l’attenzione, la percezione, l’umore, la gestione dello stress e la riparazione delle cellule e dei muscoli. È stato dimostrato che le persone con una lunga aspettativa di vita hanno alcune caratteristiche comuni relative al sonno. In un piccolo studio condotto nel 2014, sono state confrontate le abitudini di sonno di persone di 85 anni e più con quelle di persone di 60 anni. L’analisi ha rivelato che il gruppo più anziano aveva un ritmo sonno-veglia rigoroso e un sonno profondo. Inoltre, avevano livelli più elevati di colesterolo HDL (colesterolo buono) e livelli più bassi di trigliceridi rispetto ai loro coetanei leggermente più giovani.
Sebbene questo studio non dimostri che dormire bene allunghi la vita di decenni, evidenzia comunque l’esistenza di una correlazione tra sonno, longevità e metabolismo dei grassi.
Alimentazione
Esistono numerose prove di una stretta correlazione tra alimenti, alimentazione e invecchiamento. Ecco alcuni alimenti che possono favorire o ostacolare il processo di invecchiamento:
- Carne rossa: uno studio che ha esaminato la relazione tra fonti proteiche animali e vegetali e il rischio di mortalità ha rilevato che sia un rapporto più elevato tra proteine animali e vegetali sia un consumo complessivo più elevato di carne sono associati a un aumento del rischio di mortalità.
- Caffè e tè verde: il consumo di caffè e tè è associato alla longevità. Rispetto all’astensione dal caffè, il consumo di tre tazze di caffè al giorno è associato a un rischio inferiore del 12-17% di morte per tutte le cause. Il consumo di quattro tazze di tè verde al giorno è associato a una riduzione del 5% della mortalità complessiva.
- Verdure: le verdure crocifere come broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, cavolfiori e cavoli ricci contengono sulforafano, un composto solforato che attiva meccanismi antinfiammatori e disintossicanti. Il sulforafano può sostenere il processo di invecchiamento a livello cellulare e aiutare il corpo a gestire i fattori di stress quotidiani.
Attività fisica
Il naturale declino della massa muscolare e della massa corporea magra inizia con l’avanzare dell’età e può cominciare già all’inizio dei quarant’anni. L’allenamento di resistenza stimola la crescita muscolare ed è il modo migliore per contrastare questa perdita di massa muscolare legata all’età. Uno studio su larga scala ha dimostrato che le persone di mezza età e anziane che aumentano la loro attività fisica sono più protegge rispetto alla mortalità complessiva rispetto alle persone inattive.
Digiuno intermittente
Il digiuno intermittente regolare, comprese le diete intermittenti, il digiuno alternato o il digiuno intermittente 5:2, può prolungare l’aspettativa di vita e ha dimostrato di proteggere dalle malattie croniche legate all’età, come il diabete e le malattie cardiovascolari.
Reti sociali e relazioni
È stato dimostrato che le relazioni sociali hanno un impatto sulla salute e sulla longevità. Gli studi dimostrano che l’isolamento sociale, soprattutto negli anziani, può aumentare la probabilità di morte dal 50 al 91%.
Consumo di alcol e fumo
Uno studio del 2020 ha dimostrato che un consumo moderato di alcol, ovvero non più di un bicchiere al giorno, aumenta l’aspettativa di vita di quasi un anno, mentre un consumo più elevato di alcol comporta una perdita di quasi sette anni. La perdita era superiore a 10 anni se i bevitori fumavano anche, cosa che avveniva nella maggior parte dei casi (65-80%).
Uno studio precedente ha rilevato che i fumatori che smettono di fumare all’età di 35 anni possono aumentare la loro aspettativa di vita da sette a quasi nove anni.
Come si può determinare quanto bene si invecchia?
Oggi non è più impossibile raggiungere i 100 anni e oltre. Ma le persone invecchiano a velocità diverse. E il compleanno non è il miglior indicatore della propria età reale. Le scelte di vita come l’alimentazione, l’attività fisica e i contatti sociali giocano un ruolo importante quando si tratta di ritardare o anticipare la morte. Ma anche prima di allora, queste scelte di vita hanno un effetto positivo o negativo sullo stato interno del corpo.
Per scoprire quanto velocemente si invecchia, esistono i seguenti metodi comuni::
- Biomarcatori: esistono alcuni biomarcatori in grado di indicare lo stress ossidativo e determinati processi di invecchiamento, come ad esempio i prodotti finali della glicazione (AGE), associati ai processi di invecchiamento.
- Età biologica: questo metodo cerca di determinare l’età biologica risultante dalla combinazione di fattori genetici e ambientali. Esistono diversi test basati su diversi parametri biologici, come la lunghezza dei telomeri, i modelli di metilazione, i test epigenetici, i test della funzione immunitaria, ecc.
- Test fisici: alcuni test fisici possono essere utilizzati per osservare il comportamento dell’invecchiamento. Questi includono, ad esempio, la determinazione della forza muscolare, dell’equilibrio e della postura, la misurazione della frequenza cardiaca, della pressione sanguigna, dei livelli di colesterolo e di altri parametri ematici.
- Test cognitivi: la funzione cognitiva può essere un buon indicatore del processo di invecchiamento. L’uso di test cognitivi può aiutare a misurare il processo di invecchiamento e il declino della funzione cognitiva.
Sebbene sia possibile osservare l’invecchiamento sulla base di biomarcatori e vari test, è importante sottolineare che nessun metodo da solo consente di trarre conclusioni definitive sull’invecchiamento.
In generale, tuttavia, dalla ricerca si può dedurre che uno stile di vita equilibrato, basato su un sonno regolare, un’alimentazione sana, attività fisica, relazioni sociali solide e uno stile di vita moderato, è la chiave per una maggiore aspettativa di vita.
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